A Modena c’è un museo di piccole immagini di carta capaci di raccontare storie immense e diventare grandi finestre sul tempo. Visitare il museo della figurina è come sfogliare un album di ricordi, un patrimonio fatto di colori, personaggi, miti e memorie.
Figurine che un tempo passavano di mano in mano e che oggi raccontano la storia dell’immaginario, della pubblicità, dello sport e della cultura popolare. Ognuna conserva un frammento d’epoca: un volto, un campione, un eroe, un sogno. Per generazioni bambini e bambine le hanno raccolte e scambiate per completare l’album: era un vero e proprio rito, per questo guardarle significa tornare bambini, ma anche scoprire come sono cambiati i desideri, i linguaggi e le immagini con cui la società racconta se’ stessa.
Il museo trasforma la nostalgia in scoperta: ciò che ieri sembrava raccolto in un album può, oggi diventare memoria collettiva.
Le Figurine Panini rappresentano una parte importante della cultura popolare italiana del Novecento. La storia comincia nel 1961, quando i fratelli Panini – Giuseppe, Benito, Umberto e Franco pubblicano a Modena il primo album di figurine dedicato al Campionato di calcio italiano. L’iniziativa nasce dall’esperienza della famiglia nel commercio di giornali e periodici e si trasforma rapidamente in un grande successo.
Il calcio diventa così una collezione: le fotografie dei giocatori venivano trasformate in figurine adesive da inserire negli appositi spazi dell’album che si rinnovavano ed ogni stagione calcistica. Alcune erano facili da trovare, mentre altre diventavano “introvabili”, creando un vero mercato di scambi.
Nel corso degli anni la Panini ha ampliato il proprio catalogo aggiungendo quelle dedicate ai Campionati del Mondo di calcio, agli Europei, alle principali competizioni internazionali e a numerosi altri sport. Gli album dei Mondiali sono diventati particolarmente celebri: per molti appassionati l’uscita dell’album precede addirittura l’inizio della competizione e diventa un modo per conoscere squadre e giocatori prima ancora di vederli giocare.
Nel corso dei decenni sono stati pubblicati album dedicati a cartoni animati, cinema, personaggi televisivi, animali, storia, natura e cultura popolare.
Le figurine sono quindi diventate anche uno specchio dei cambiamenti della società e dei gusti delle diverse generazioni. Per questo le Figurine Panini sono diventate una vera icona della cultura italiana.
La nascita della Panini è strettamente legata a Modena. La città è diventata la sede di una delle aziende italiane più riconoscibili nel mondo del collezionismo. Questa storia si inserisce perfettamente nell’identità modenese, caratterizzata dalla capacità di trasformare idee semplici e artigianali in realtà imprenditoriali di grande successo. Come la Ferrari rappresenta la città nel mondo dei motori, le figurine Panini ne rappresentano una parte importante nell’universo dello sport e della cultura popolare.
La storia delle figurine può essere approfondita visitando il Museo della Figurina di Modena, nato grazie alla collezione raccolta da Giuseppe Panini, uno dei fratelli fondatori dell’azienda. Il museo racconta l’evoluzione di questo particolare mezzo di comunicazione: dalle figurine pubblicitarie dell’Ottocento fino alle moderne collezioni. La visita permette di scoprire che la figurina può essere considerata un piccolo documento della storia dell’immagine, della pubblicità, dello sport e della società.
Il museo conserva una raccolta di circa 500.000 esemplari, comprendendo non soltanto le celebri figurine sportive, ma anche figurine pubblicitarie, cromolitografie, cigarette cards, calendarietti, etichette, menu e altri piccoli materiali stampati. È quindi anche un museo della grafica, della pubblicità e della cultura popolare.
Le Figurine Panini dei calciatori sono una parte importante della storia raccontata dal museo: una delle storie più famose è quella di Pier Luigi Pizzaballa, il portiere dell’Atalanta la cui figurina dell’album Calciatori 1963-64 divenne leggendaria per la sua difficoltà di reperimento. Nel 2026 il museo gli dedica uno spazio speciale nell’ambito delle celebrazioni per i vent’anni dall’apertura al pubblico celebrandola inoltre con la mostra 20 Anni del Museo della Figurina, visitabile fino al 6 settembre 2026.
Il Museo della Figurina è interessante non solo per chi ricorda gli album Panini, ma anche per chi vuole scoprire la storia della grafica, della pubblicità e della cultura popolare degli ultimi due secoli. La collezione comprende oltre 500.000 pezzi, dei quali circa 2.500 sono esposti. Le figurine Liebig sono tra i nuclei più preziosi della collezione. Prodotte dal 1873 al 1975, venivano distribuite con l’estratto di carne Liebig. Il museo conserva anche bozzetti, prove di stampa e pietre litografiche, permettendo di capire come venivano realizzate le figurine. Il “Feroce Saladino” è una delle figurine più celebri della storia del collezionismo italiano. La sua rarità e la difficoltà di trovarla negli anni Trenta ne fecero un vero oggetto del desiderio, molto prima delle figurine dei calciatori Panini.
La sorpresa maggiore del museo è la raccolta di cigarette cards, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, etichette, menu, calendarietti, carte da caramelle e altri piccoli materiali illustrati d cui si comprende come la figurina sia nata anche come strumento pubblicitario.



