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Tra fuoco e devozione: la storia della Madonna di Fiorano

Santuario di Fiorano

Santuario di Fiorano

C’è un luogo che si staglia sontuoso dominando Fiorano, visibile in lontananza arrivando dalla pianura: è l’architettura barocca del Santuario della Beata Vergine del Castello che sorge sulle macerie dell’antico maniero e di ciò che fu il suo borgo fortificato. Un sito che rappresenta la devozione popolare fattasi architettura, perché al centro della sua storia c’è una piccola e preziosa immagine: un affresco quattrocentesco della Madonna con Bambino, capace di prodigi miracolosi. Ed è proprio questo il particolare più affascinante da narrare: non solo una chiesa, ma un luogo in cui, per quasi cinque secoli, la comunità ha affidato paure, speranze, pericoli e ringraziamenti per le grazie ricevute.

 

L’8 febbraio 1558, epoca a cui risale il ‘miracolo del fuoco’, Fiorano venne sopraffatta dalle truppe spagnole che incendiarono l’antico borgo ma, l’arcata d’ingresso al castello, dove era posta l’immagine della Madonna, venne risparmiata. La tradizione narra che le fiamme si divisero senza lambirla tanto che i soldati, di fronte a quel segno soprannaturale, si sarebbero dati alla fuga. Ed è proprio questo l’episodio che spiega uno dei dettagli più curiosi dell’affresco: un soldato inginocchiato piedi della Madonna rappresentato nell’atto di chiederle perdono. Ma ancora, nel 1630 una terribile epidemia di peste si diffuse nel territorio modenese: i documenti dell’epoca attestano che i fioranesi rivolsero le loro preghiere alla Madonna col bambino e il paese venne risparmiato dal contagio. La gratitudine della comunità fu tale che decisero di costruire un luogo di culto destinato a custodirne l’immagine, fu così che venne realizzato un primo oratorio sul colle e che, pochi anni dopo, il duca Francesco I d’Este, fece iniziare la costruzione del grande Santuario affidandone il progetto a Bartolomeo Avanzini, architetto della corte estense e autore del vicino Palazzo Ducale di Sassuolo. C’è poi un ulteriore episodio meno conosciuto, ma ancora ricordato nella tradizione locale che riguarda il ‘miracolo del ginepro’ del 1670 quando un violento incendio minacciò nuovamente l’immagine della Madonna che, anche questa volta, sarebbe rimasta miracolosamente indenne: il fatto è ancora commemorato a Fiorano con una ricorrenza religiosa che si celebra annualmente il 15 marzo, ma la devozione si rinnova anche in altre ricorrenze, fra cui il 15 agosto, l’8 dicembre e durante il mese di maggio. Il Santuario conserva ancora oggi l’affresco quattrocentesco e la sua collocazione è particolarmente suggestiva poiché la si può vedere posta sulal sommità di due scalinate le cui pareti laterali sono rivestite dagli ex voto che attraverso secoli le sono stati dedicati come ringraziamento. Il Santuario è inserito in itinerari di pellegrinaggio e cammini, tra cui il Cammino delle Beatitudini e il Cammino di Santa Giulia che collegano Fiorano a una rete più ampia di percorsi spirituali e culturali.

 

 

 

foto tratte da social della Parrocchia di Fiorano